“Rosso Caffè” del IV O Alberghiero

Il giorno 22 gennaio 2013 varie classi dell’Istituto  Alessandro Casagrande-Federico Cesi si recarono al teatro Secci per la rappresentazione teatrale “Rosso Caffè”, riguardante il tema della Shoah, vista attraverso gli occhi di una SS.

Il titolo “Rosso Caffè” non è stato scelto casualmente poichè il rosso era il colore attribuito ai prigionieri ebrei e il caffè era la bevanda che gli veniva data  per   spingerli a lavorare di più.
La storia narra di due innamorati di nome Miriam e Toma, che in un giorno qualunque trovano nella soffitta della casa di lei un diario segreto della madre, Anne, dove vi era raccontata la sua vita passata, quella di una SS. . Pagina dopo pagina la ragazza, assieme al fidanzato, rivive tutta la storia scritta nel diario.

Una particolarità dello spettacolo è la presenza  sulla scena   del tempo rappresentato come una ragazza un pò pazzerella e anche  un pò spietata, sempre in movimento.

Questo particolare dello spettacolo ci era stato anticipato  il giorno precedente,21 Gennaio 201, da due  attori che sono   venuti nella nostra  scuola per avere un contatto diretto con gli studenti allo scopo di farci riflettere sugli avvenimenti successi durante la Shoah; ma non solo, poichè la Shoah è solo una delle tante ingiustizie subite dalla razza umana ciò ci deve aiutare a capire gli errori del passato allo scopo di creare un mondo   migliore.                                           

                                        “[…] è straordinario vedere come una ragazza di ventotto anni sia riuscita a rappresentare in modo breve e intenso la storia dello sterminio degli ebrei e dei campi di concentramento.”

Giada Bocci     

                                         “[…] hanno cercato di far capire ai ragazzi che bisogna cogliere l’attimo e che il tempo non ritorna mai indietro.”

Catalina Cucu    

                                         “[…] non potremmo mai capire fino in fondo ciò che la Shoah ha significato, il dolore di chi lo ha vissuto in prima persona,lo possiamo solo immaginare;l’importante è capire che simili eventi non debbano essere più ammessi.”

Simone Rosi        

                                          “[…] consiglio assolutamente quest’opera perchè ha un fascino particolare e indescrivibile a parole e cattura molto l’attenzione.”

Rodolf Nikaj     

                                          “Questo spettacolo è una vera rivoluzione visto che finora tutti gli spettacoli sulla Shoah erano sempre da un punto di vista di un ebreo.”

  Luca Quintarelli

By Prof.ssa Vincenziana Jaccarino

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